La scelta degli obiettivi di un fotografo: l’eterno dilemma.
L’ottica, comunemente detta obiettivo, assieme al sensore permette di apporre una vera e propria firma su una fotografia, concorre alla sua unicità. Rammentate che la scelta e la qualità dell’ottica sono cose importantissime, che possono fare la differenza tra la cattura di un istante indimenticabile e il rimpianto di non averlo immortalato degnamente. Se decidete di affrontare questo acquisto, dovrete farlo con cognizione di causa.
Non vi preoccupate, vi aiuto io! (*applausi/fischi provengono dalla platea e reggiseni/pomodori vengono scagliati contro l’istrione – n.d.r.)
Incominciamo dalla parte più noiosa, che come al solito è la più importante.
Caratteristiche generali
Quando ci troviamo su un negozio online, dopo aver fatto un accurato e diligente lavoro di ricerca tra i siti di e-commerce più convenienti, cosa dobbiamo cercare? Come capiamo di aver trovato ciò che ci serve? I primi elementi che caratterizzano un obiettivo sono l’apertura massima del diaframma e la lunghezza focale.
Diaframma
Si tratta di un sistema meccanico-elettronico che permette di regolare la quantità di luce che investirà il sensore: come accennato nell’articolo della scorsa settimana, ha un ruolo molto simile a quello svolto dall’iride nell’occhio umano. Il diaframma è contenuto nel barilotto dell’ottica ed è formato da delle lamelle distanziate; la luce passa appunto attraverso un’iride, circolare o poligonale, regolabile. La regolazione del diaframma si chiama apertura.
Negli obbiettivi professionali o di fascia superiore l’apertura attraverso cui entra luce tende sempre a una maggiore circolarità, quindi il numero delle lamelle è superiore.
Il valore di apertura del diaframma è indicato dalla lettera f seguita da un numero, come mostrato nell’immagine qui sopra. Minore è il numero, maggiore sarà l’apertura e dunque la quantità di luce che impressiona il sensore; per scattare fotografie in condizioni di luce scarsa, ad esempio, è necessaria una notevole apertura del diaframma, mentre in condizioni di luce intensa questo deve essere il più possibile chiuso per evitare di scattare foto sovraesposte.
Come avrete capito, più gli obiettivi sono luminosi più costeranno.
Profondità di campo
Questo valore rappresenta la distanza, indicata in millimetri, del sensore (piano focale) dal punto di messa a fuoco ottico (lente). In parole povere significa che più aumenta la lunghezza focale più sarà lungo e largo l’obiettivo.
Queste macrocategorie possono essere suddivise ulteriormente in sottocategorie, in base al millimetraggio:
– Super grandangolari o ultra
– Grandangoli spinti: tra i 20 e i 28 mm;
– Grandangoli: dai 28 ai 42 mm;
– Normali: dai 42 ai 60 mm;
– Medio tele: dai 60 ai 135 mm;
– Tele: dai 135 ai 300 mm;
– Super tele: 300 mm e oltre;
N.B.: Questa categorizzazione non è unanime. Ci possono essere denominazioni e raggruppamenti differenti in base alle scuole di pensiero e ai produttori.
Articolo di Marco Ranieri




